La Scultura Neoclassica



Tra il Settecento e l'Ottocento nasce un gusto nuovo ed al contempo antico, un comune sentire frutto della riscoperta dell'eleganza classica dopo i fasti barocchi.

L'antico mondo greco e romano divengono i punti di riferimento di molti artisti aderenti al neoclassicismo, movimento artistico che ha donato preziosi capolavori al mondo della scultura.

Fidia, l'artista vissuto nell'Atene del VI secolo a.C., è il mentore di una generazione di scultori che venerano le sue divinità armoniose, eleganti ed eccezionalmente realistiche.

Purtroppo al giorno d'oggi possiamo ammirare solo pochi reperti delle sculture di Fidia, ma fortunatamente i suoi emuli di fine Settecento ci hanno lasciato preziosissimi frammenti di vita scolpita nel marmo.

Il maestro del neoclassicismo è Antonio Canova, il formidabile artista nato nel 1757 nella provincia di Treviso, da dove parte il suo viaggio nel mondo della scultura, affermandosi prima a Venezia poi a Roma e infine nell'intero mondo...

Canova è lo straordinario narratore della mitologia antica, fin dalle prime opere tra le quali il Dedalo e Icaro (1779).

Il ragazzo che voleva volare è scolpito di fronte al padre, in una posizione che lascia filtrare una perfetta luce.

Un capolavoro di tecnica e talento da cui scaturisce la consacrazione veneziana di Canova ed il conseguente viaggio verso Roma.

I maestri e la ricchezza dell'antica capitale donano ad Antonio Canova l'ambiente ideale per sviluppare il suo infinito talento, dal quale nascono le Tre Grazie (1813-1816), la statua candida ed armoniosa che riproduce le fattezze delle tre magnifiche figlie di Zeus.

Dopo la leggiadria ecco la vitalità estrema, che prende forma nella mastodontica statua marmorea raffigurante Ercole e Lica.

La tensione dei muscoli del potente Ercole e l'espressione interdetta di Lica rappresentano la potenza ed il sublime che solo un Maestro può regalare al mondo, come fece Antonio Canova.

Amore e Psiche, realizzata tra il 1788-1793, è l'icona dell'amore o per meglio dire dell'innamoramento che emerge dallo sfiorarsi dei corpi del Dio dell'Amore e della dolce Psiche.

Un bacio che solo Canova avrebbe potuto scolpire nel marmo, candido come i due protagonisti dell'opera conservata al Louvre di Parigi.