La Scultura del Rinascimento
Il Rinascimento, il trionfo dell'individuo, del suo pensiero e del suo corpo. La pittura e la scultura celebrano il divino e il terreno, la perfezione dei corpi e la potenza delle espressioni.
Il nostro viaggio nel Rinascimento parte da Firenze, la culla del movimento culturale che ha trasformato l'intera Europa.
Nella città medicea opera Filippo Brunelleschi, immenso architetto a cui dobbiamo rendere merito per aver gettato le basi della prospettiva, oltre che per le impareggiabili cupole e le pregevoli sculture.
Tra tutti i capolavori del Brunelleschi ricordiamo il Crocefisso di Santa Maria Novella, un'opera che sembra essere nata in virtù di una sfida con Donatello, altra figura di spicco del Rinascimento.
Non ci spostiamo dalla Toscana per parlare di un altro scultore, uno dei più celebri del pianeta fin dal Cinquecento. Ci stiamo riferendo a Michelangelo e al suo David, secondo molti voci autorevoli il capolavoro assoluto della scultura.
La statua di brillante marmo bianco, alta oltre 5 metri, esprime il trionfo dell'eroe che sconfigge il gigante Golia, ponendoci davanti allo sguardo la potenza e l'eleganza del corpo umano.
Ogni particolare anatomico è perfetto ed intenso, sublime frutto delle mani divine di Michelangelo che, come si narra, domandava alle proprie sculture il perchè non parlassero...
Michelangelo fu il protagonista indiscusso del Rinascimento, un felice periodo animato da talentuosi artisti.
Fra i più celebri ricordiamo il fiammingo Jean de Boulogne, meglio noto nel nostro paese come Giambologna.
Dalle mani dello scultore cinquecentesco è nato il leggiadro Mercurio volante ed il Ratto delle Sabine che si trova nella Loggia della Signoria a Firenze.
Non vogliamo poi dimenticare gli omaggi del Gianbologna alle divinità del mare, realizzati attraverso il Tritone, conservato al Metropolitan Museum, e la monumentale Fontana del Nettuno di Bologna.
Bologna ci ricorda Niccolò dell'Arca, lo scultore che ha creato l'immenso capolavoro Compianto sul Cristo morto, un'opera formata da sette statue, fra le più intense e drammatiche di sempre.
Uno stile originalissimo quello di Niccolò dell'Arca che ha impiegato la terracotta per dare vita al dolore e alla morte, attraverso figure agli antipodi rispetto al perfetto ed altero David di Michelangelo.
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